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ORARI: sabato 10.00 - 12.30 15.30 -18.30 domenica 9.30 – 12.30 Eric Baret è la testimonianza vivente che, quando si smette di aspettare, si comincia a vivere veramente.
Tutto il suo insegnamento è centrato su questo possibile ritorno all’intensità del vivere, che polverizza nell’istante tutte le nostre pretese, paure ..
L’esplorazione particolarmente profonda delle restrizioni corporee prima del loro installarsi in asana, è condotta con un’arte tutta particolare.
Ciò che in altri stili è inteso come preparazione, cioè una sorta di “riscaldamento” qui è piuttosto uno “svuotamento” delle strutture articolari per permettere all’asana di installarsi nel modo più autenticamente yogico, cioè non solo come corpo denso (stuhla sharira) , ma anche e soprattutto come corpo sottile (sukshma sharira) realizzando il suo vero scopo, che è quello di liberare l’energia normalmente bloccata dall’intenzione, inevitabilmente presente in ogni nostro gesto.. L’asana non più ridotta a mezzo di glorificazione del corpo e dell’ego, è pretesto per ritrovare l’intensità e lo spazio che ci abitano. Solo dopo questi percorsi di esplorazione della nostra componente più sottile, è finalmente comprensibile il significato autentico la vera natura del pranayama. La parola meditazione non può più essere intesa come ulteriore tappa, essendo istantaneamente e concretamente evocata fin dai primi istanti in questo modo di intendere e svolgere la pratica.
Eric Baret riporta lo yoga alla sua essenziale natura di arte
Giovanissimo, verso la fine degli anni sessanta, Eric Baret incontra Jean Klein, autentico ricercatore spirituale, iniziato all'arte dello Yoga da maestri del Kashmir e dell'Himalaya. Durante numerosi viaggi in India ebbe modo di frequentare alcune fra le più alte spiritualità allora viventi, quali Ma Ananda Mayi e Nisargadatta Maharaji. Da allora si consacra allo studio della tradizione non duale, come espressa nella linea dello Yoga Kashmiro, e condivide le sue scoperte nel corso di incontri in Europa, Stati Uniti e Canada. Con la sua pratica, Eric trasmette una straordinaria qualità di presenza, che contagia inevitabilmente la parte del nostro essere che ha nostalgia di una dimensione più vera e profonda.